HomeTrend & Eventi › Weekend enogastronomico sulle colline modenesi: l’itinerario che unisce relax, panorami e degustazioni top
Trend & Eventi

Weekend enogastronomico sulle colline modenesi: l’itinerario che unisce relax, panorami e degustazioni top

📅 22 Agosto 2026✍️ di Riccardo Fuseri⏱️ 4 min di lettura

Ricordo ancora il momento in cui ho varcato per la prima volta i confini delle colline modenesi, quasi dieci anni fa. Era una mattina di ottobre, il sole radente disegnava ombre lunghe sui vigneti, e l’aria profumava di uva appena vendemmiata e di terra bagnata. Allora non lo sapevo, ma quella esperienza avrebbe cambiato il mio modo di intendere il viaggio enogastronomico. Oggi, quando consiglio un weekend in questa regione, riporto con sé quella stessa sensazione di scoperta consapevole, quella certezza che le colline modenesi non sono solo una destinazione turistica, ma un vero e proprio ecosistema di sapori, storie e silenzi contemplativo.

Le colline modenesi rappresentano uno dei patrimoni enogastronomici più sottovalutati dell’Italia settentrionale. Mentre molti turisti affollano le note destinazioni toscane, qui troverete quella autenticità che sempre più difficilmente si scopre nelle mete mainstream. È uno dei posti dove ancora potete mangiare nella stessa sala dove il produttore prende il caffe al mattino, dove il vino locale non è stato adattato ai gusti internazionali, ma rimane fedele alla tradizione di [[Denominazione di origine controllata|regimi che proteggono l’identità territoriale]].

La rotta dei sapori tra Modena e Reggio Emilia

Il vostro weekend dovrebbe iniziare nelle immediate periferie di Modena, precisamente a Vignola, dove il territorio cambia radicalmente di carattere. Qui iniziate con una visita a una delle storiche acetaia, quelle fabbriche-museo dove il balsamico tradizionale riposa per decenni in botti di diverse essenze di legno. Non è solo una degustazione passiva: potrete toccare con mano il processo di concentrazione lento e paziente che trasforma il mosto in questo nettare scuro e complesso.

Continuate verso i comuni minori come Spilamberto e Bastiglia, dove i vigneti diventano man mano più fitti e ordinati. È qui che scoprorete piccoli produttori ancora legati ai metodi familiari, dove la raccolta dell’uva avviene ancora prevalentemente a mano e l’armamentario da vinificazione rimane quello di cinquant’anni fa. Chiedete di una degustazione di Lambrusco: non quello addolcito e frizzante che trovate al supermercato, ma la versione seria, ferma e tannica, che sa di sottobosco e di terra che respira.

A pranzo, lasciatevi guidare verso le osterie del posto, dove potrete assaporare i tortellini in brodo leggero, ma soprattutto l’erbazzone modanese, una torta salata di verdure che accompagnate con un bicchiere di Grasparossa, il lambrusco più corposo della zona. La qualità della materia prima qui non è negoziabile: ogni ingrediente proviene da fornitori che conoscete per nome.

Tra panorami e cantine nascoste

Il pomeriggio merita una pausa contemplativa. Dirigetevi verso le frazioni collinari attorno a Maranello o Sassuolo, dove le curve sinuose del paesaggio offrono prospettive che sembrano dipinte da un artista. Non è casuale che questa regione abbia ispirato grandi maestri: il paesaggio qui parla di proporzione e armonia naturale. Fermatevi in un’enoteca locale, ordinate un Pignoletto dei Colli Bolognesi (sì, tecnicamente siamo anche nei territori bolognesi), e lasciate che lo stile di vita rurale vi ammorbidisca dopo il caos urbano.

Una volta rilassati, proseguite verso una delle cantine meno conosciute ma straordinariamente interessanti. In questa zona operano ancora realtà a conduzione famigliare che non hanno ceduto alle pressioni della globalizzazione. Incontrerete viticoltori che coltivano ancora uva Sorbara, quasi estinta, semplicemente perché ritengono che sia parte della loro identità. Parleranno della loro filosofia di lavoro con una passione che non trova corrispondenza nelle grandi produzioni industriali.

Verso sera, optate per una cena presso un agriturismo, dove riscoprirete piatti che nonna preparava: anguilla affumicata, formaggi di capra appena salati, il Parmigiano Reggiano grattugiato sulle zuppe di verdura. Accompagnate con un vino bianco secco della zona, magari un Vermentino locale, che ancora in pochi conoscono.

La conclusione del viaggio tra natura e ricordi

La mattina successiva, prima di riprendere la strada per casa, dedicate un’ora all’alba in collina. Niente di strutturato, niente di turistico: una semplice passeggiata tra i vigneti ancora dormienti, con un thermos di caffè preparato dalla struttura dove avete pernottato. Questo momento racchiude l’essenza di ciò che un weekend enogastronomico dovrebbe regalare: non solo sapori memorabili, ma anche [[Slow life|una consapevolezza più profonda di come il tempo e lo spazio plasmino le nostre esperienze]].

Prima di andarvene, visitate il mercato agricolo settimanale di uno dei paesi del territorio. Qui scoprirete che il vino e il cibo sono solo la superficie di una comunità che vive ancora secondo ritmi che la modernità ha dimenticato. Parlate con i contadini, assaggiate le loro proposte, portatevi a casa non solo bottiglie e formaggi, ma soprattutto la consapevolezza che l’enogastronomia autentica nasce da una relazione profonda tra le persone e la terra.

Le colline modenesi non vi prometteranno il lusso di una spa resort o le attrazioni artificiali di una meta commerciale. Vi regaleranno invece qualcosa di più raro: la possibilità di comprendere, attraverso il gusto e la conversazione, come si costruisce l’identità di un territorio. Quando tornerete alle vostre routine cittadine, porterete con sé non solo il piacere edonistico, ma la ricchezza di una conoscenza acquisita lentamente, consapevolmente, con tutti i sensi attivi.

Riccardo Fuseri

Nato a Bari, è cresciuto tra i profumi delle cucine di famiglia e i piccoli vigneti pugliesi. Ha affinato il palato esplorando masserie e raccontando su blog le feste popolari dedicate alla vendemmia e ai piatti tipici del Sud, sempre alla ricerca di abbinamenti innovativi.