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Festival gastronomici modenesi dedicati al vino: selezione degli appuntamenti che valorizzano i prodotti tipici

📅 16 Agosto 2026✍️ di Davide Petralia⏱️ 4 min di lettura

Qui trovi gli appuntamenti chiave, periodo e perché meritano: Festa dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa a Castelvetro (settembre), Lambruscolonga a Modena (primavera e autunno), Calici di Stelle (agosto), Acetaie Aperte (fine settembre), Gusti.a.Mo (ottobre), Stuzzicagente (due edizioni l’anno). Vino al centro, prodotti tipici in abbinamento, format pensati per il pubblico. Da piemontese cresciuto in vendemmia, qui scelgo gli eventi dove il bicchiere dialoga davvero con la cucina di territorio.

Festa dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

Settembre, weekend consecutivi. È il riferimento per chi vuole capire il Lambrusco in collina. Banchi dei produttori in piazza, sfilate tematiche, visite alle cantine e menù a tema nei ristoranti. Il calice racconta il Grasparossa nella sua cassa armonica migliore: struttura, frutto scuro, tannino gentile.

Si assaggiano varie interpretazioni del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Denominazione di Origine Controllata. In abbinamento, crescentine (tigelle) con cunza, salumi, Parmigiano Reggiano DOP. Per chi cerca profondità: provare una verticale se disponibile, o il confronto col Sorbara e il Salamino.

Lambruscolonga a Modena

Primavera e autunno. Percorso urbano a tappe nei locali del centro, calice al collo e mappa. Ogni sosta propone un’etichetta diversa con uno spuntino modenese: gnocco fritto, borlenghi, ciccioli, scaglie di Parmigiano con Aceto Balsamico.

Format agile e divulgativo: ottimo per orientarsi tra i principali vitigni della provincia e scoprire nuove cantine senza spostarsi in auto. Le edizioni cambiano lineup e tema, ma il filo conduttore è costante: qualità accessibile, ritmi rilassati, socialità ben dosata.

Calici di Stelle tra borghi e colline

Agosto, con apice intorno al 10. Notti all’aperto nei comuni modenesi aderenti all’iniziativa, spesso tra piazze storiche e castelli (frequente Levizzano Rangone). Degustazioni guidate, osservazioni del cielo, musica soffusa. Lambrusco in varie espressioni, ma anche Pignoletto dei crinali e bianchi locali.

Il punto è l’atmosfera: calici ragionati, luce morbida, tempi lenti. Ideale per chi vuole legare il vino a un’esperienza sensoriale completa. Portare una giacca leggera: in collina l’escursione termica si sente.

Acetaie Aperte

Ultimo weekend di settembre (date variabili). Le acetaie di Modena e provincia aprono i cancelli. Percorsi guidati tra batterie, legni, tempi lunghi dell’invecchiamento. Focus su Aceto Balsamico di Modena IGP e Tradizionale di Modena DOP.

Non è un evento strettamente vinicolo, ma nasce dall’uva e completa il racconto del territorio. Degustazioni pure e abbinamenti semplici: Parmigiano, gelato alla crema, fragole. Molte realtà aderiscono tramite i rispettivi Consorzio di tutela. Conviene prenotare le visite con anticipo.

Gusti.a.Mo

Ottobre. Programma diffuso che valorizza i prodotti tipici modenesi con visite, show cooking, mercati e tour in azienda. I consorzi di filiera e gli enti locali coordinano aperture straordinarie e pacchetti per il weekend.

Nel calice, Lambrusco nelle sue tre anime principali (Grasparossa, Sorbara, Salamino). Nei piatti, tortellini in brodo, zampone e cotechino IGP, prosciutto di Modena DOP. È l’occasione giusta per una panoramica completa senza correre: poche cose, fatte bene.

Stuzzicagente e circuiti cittadini

Due edizioni all’anno. Biglietto, mappa, tasselli da spendere in locali selezionati del centro storico. Percorso laico ma rigoroso: stuzzichi tradizionali, interpretazioni moderne, focus sui prodotti certificati.

Il vino non è il solo protagonista, ma la proposta di calici in abbinamento cresce a ogni edizione. Utile per chi vuole leggere la cucina modenese di oggi, tra osterie affidabili e nuove aperture, senza perdere di vista il territorio.

Prodotti tipici: abbinamenti che funzionano

Lambrusco di Sorbara con salumi e piatti grassi: acidità e bollicina puliscono il palato. Salamino con zampone e cotechino: frutto e struttura reggono la succulenza. Grasparossa con carni saporite e formaggi stagionati: tannino e freschezza fanno il resto.

Aceto Balsamico Tradizionale DOP a gocce su Parmigiano 24-30 mesi, risotti mantecati o gelato fiordilatte. IGP per marinature, glassature, insalate di stagione. Con le crescentine, spazio a lardi, coppe, mortadelle; sulle tigelle, la classica cunza e un tocco di Balsamico per contrasto.

Info pratiche e come scegliere

Biglietti: molte iniziative prevedono prevendita con calice e tasca. Muoversi in treno per Modena e usare navette/ride-sharing per le colline riduce i tempi. Calzature comode, zainetto leggero e una shopper per i vini acquistati.

Approccio strategico: tre obiettivi al giorno, non di più. Una verticale, un confronto tra vitigni, un piatto simbolo. Annotare annate e sensazioni essenziali. Bere responsabilmente e idratarsi: la qualità si gode lucidi.

Per aggiornare date, programmi e cantine partecipanti, consultare i siti ufficiali degli organizzatori e i canali social dei consorzi locali. Le condizioni meteo possono spostare eventi all’aperto. Prenotare tavoli e visite guida la giornata, il resto lo fa il territorio.

Davide Petralia

Originario del Piemonte, ha trascorso parte della giovinezza aiutando una zia nella vendemmia e nella preparazione della mostarda. Da allora coltiva una passione per i vini autoctoni e i piatti poveri della tradizione, che racconta online tramite guide alle trattorie meno conosciute dei colli torinesi.